ITALIANI NELLE TENDE, EXTRACOMUNITARI NEGLI ALBERGHI

Purissimo dolore. Più polvere e calcinacci che persone, questo resta di cittadine come Amatrice. Paesi interi giacciono su loro stessi, le scosse continuano ad avvertirsi e non si dorme più la notte. Provo a immaginarmi lì con le scie sismiche che danno il tormento e penso: almeno per il momento, meglio una tenda che un albergo a cinque stelle. Dopotutto una tenda oscilla ma non uccide come il cemento. Non ci vuole molto ad arrivarci, solo un idiota potrebbe pensare che rientrare subito in una struttura di cemento a pochissimi giorni da un sisma di livello 6.3 sulla scala Richter sia tutto sommato un’idea niente male.

Ciò nonostante qualcuno ha pensato bene che l’occasione fosse troppo ghiotta per starsene zitto e buono. Dopotutto le comodità di casa, lontano dall’epicentro di una tragedia che sta macinando la vita di migliaia di persone, permette di ragionare in maniera più organizzata alle proto-cazzate fasciste che si vorrebbero vedere pubblicate su internet.

Divano, caffè e sigaretta: presente!

Connessione in fibra ottica super veloce: presente!

Vista dalla finestra che non affacci su un disastro da togliere il fiato e il sonno: presente!

Il post su facebook che raccoglierà più di 20.000 like si sta scrivendo già da solo, le premesse ci sono tutte. In effetti fare l’opinion leader da social network mentre la gente muore per soffocamento all’apparenza non sembra propriamente utile, ma questi difensori della giustizia patriottica sanno cosa vuole il Paese, in momenti come questi.

L’Italia tutta ha bisogno degli Specialisti dell’Odio Razziale, figure professionali che forti della legittimazione politica delle varie Destre, per ogni tragedia che ci colpisce, illustrano al popolino rintuzzato d’odio, come si diventa dei bravi forcaioli.

E come si fa effettivamente ad intercettare i più bassi sentimenti che un essere umano possa provare nei confronti del suo prossimo?

Con chi ce la prendiamo, si chiederanno loro?

I palazzinari che per anni hanno costruito in zone altamente sismiche? No, troppo difficile, troppo complesso! C’è di meglio, allora che ne pensate delle imprese edili che hanno edificato senza alcun controllo dello Stato con materiale che se ce la diciamo tutta, era solo sabbia frammista ad acqua fresca e colla? Funzionerebbe ma è troppo, la verità è un rischio che non bisogna correre in questi tempi. E gli extracomunitari?

Eureka!

Italiani nelle tende, extracomunitari negli alberghi”. Facile, chiaro, coinciso.

Un grande successo per questo post, riportato in diverse salse da numerosi fascio-mongospastici compreso Matteo Salvini.

La brava gente che pensa prima agli Italiani ne ha fin sopra i coglioni! E questo slogan adottato di gran fretta da moltissima gente all’indomani del terremoto, fa un po’ da specchio per l’Italia di oggi. Riuscite a comprendere la rabbia di quei cittadini che si reputano veri italiani? Come si può permettere a dei richiedenti asilo di vivere in un Albergo quando gli italiani vengono sistemati in tenda? A loro non importa che tutti gli alberghi di Italia si siano resi disponibili ad accogliere a tempo indeterminato gli sfollati italiani. E chi se ne frega della macchina della solidarietà che a poche ore dalla tragedia si è attivata senza distinzioni di razza o genere! Eh no, qui si tratta di altro. E’ una questione di…principio! A questi bravi italiani che si reputano speciali in quanto nati casualmente dalla parte meno sfigata del mondo, zelanti amanti della patria e del manganello intinto nell’olio di ricino, non ci stanno a questa ingiustizia! E pensano: quei negri stranieri terroristi venditori di rose sono richiedenti Asilo, giusto? Avranno visto chissà quante Amatrice. E anzi, dovrebbero essere abituati a stare all’agghiaccio e a non avere nulla attorno, se non morti e macerie. Non sono forse venuti in Italia per colpa della guerra? Ecco, Mezzo centro Italia adesso sembra un po’ quelle scene del telegiornale, tipo non so, la Siria o qualche parte dell’Africa. Che se ne stiano per strada visto che hanno la pellaccia dura contro le tragedie. Noi italiani invece…noi siamo un popolo di Serie A, abbiamo uno Stato, paghiamo le tasse, qui da noi niente guerra civile, facciamo parte dell’Unione Europea. Non ci possono mettere nelle tende come qualsiasi clandestino dell’ultima ora. Che ci vadano a vivere i richiedenti asilo, clandestini!! Tanto che sarà mai! Saranno abituati, no?

Follia vi direte, ma non ho fatto altro che fare copia e incolla di pensieri molto frequenti tra la gente comune. Dietro quello slogan al vetriolo che invita apertamente alla discriminazione razziale giace tanta della fogna di cui vi parlo. Incredibile vero? Forse per persone che si percepiscono come facenti parte di una famiglia umana, può sembrare ributtante pensarla in questi termini, haimè non è un incubo del passato da poter liquidare con un semplice “ma dai siamo nel 2016 non torneranno più certe cose”.

Con slogan come questi nazisti e fascisti salirono al potere, sfruttando l’assurdo assunto secondo il quale,  in quanto italiani e tedeschi, si fosse semplicemente superiori e quindi in diritto di avere più Diritti degli altri. Non esisteva l’idea che si fosse tutti uguali con diverse necessità, non esisteva l’idea che si è tutti uguali e che non esistono prima gli italiani e poi stranieri, ma persone in difficoltà, bisognose di aiuti, beni di prima necessità, cibo, un tetto e sicurezza.

Abbiamo bandito il fascismo, condannato il razzismo, ma ci ritroviamo un Matteo Salvini che istiga all’odio e alle divisioni in un momento così doloroso dove sotto le macerie non restano solo italiani, ma anche parecchi cittadini immigrati.

Siamo immersi nella violenza verbale e fisica, ragazzi della mia età, col cervello intontito dall’odio sfruttano la notte per massacrare e aggredire gli stranieri. Si riprendono l’Italia, la riconsegnano agli italiani, e se non possono cacciare i richiedenti Asilo dagli alberghi per metterci dentro i “loro” troveranno un indiano, un africano, un magrebino da punire, perchè l’Italia va agli italiani e l’unico modo che si ha per riaverla indietro è il terrore nero.

Uomini e subumani, italiani e stranieri, noi e loro; riuscite a comprendere i pericoli reali che si nascondo dietro questi continui attacchi? Pensiamo sempre che la Storia sia carta morta da studiare sui libri, ma la Storia può tornare più violenta di quanto non sia stata in passato, e le minoranze sono sempre le prime a pagare i nostri mancati NO! Posso entrare in un bar e bermi un caffè senza essere aggredita verbalmente in quanto donna nera, ma non sono così sciocca da pensare che le cose restino sempre uguali a se stesse nel tempo. C’è sempre il pericolo di essere risucchiati indietro e come donna nera posso sentire sulla pelle l’intolleranza che cresce e si fa cemento nella mente di moltissimi. Mi sento sempre più insicura a vivere in un paese che legge la nostra pelle come una colpa. Come se fossi sempre pronta sentirmi dire “eccola una di quelle, una clandestina coi suoi 40 euro al giorno e a noi italiani niente”.  

I clandestini e gli stranieri in casa nostra siamo noi, italiani e migranti in perenne lotta contro l’oppressione razziale e la discriminazione strutturale. Viviamo di fatto in clandestinità, in uno Stato che convive, mancando di condannare apertamente chi fa apologia dell’odio razziale. Ma poi c’è la Solidarietà con la S maiuscola. C’è cuore e un’umanità che scava frenetica tra le macerie senza chiedersi se il suo aiuto andrà ad un clandestino o ad un italiano. Io non mi sento al sicuro, né adesso né domani. E continuerò a vivere nell’insicurezza fino alla fine dei miei giorni, conscia del fatto che una parte di questa umanità non rinuncerà mai alla segregazione razziale, che sia muro con filo spinato o un visto negato.

 

AUTORE: Djarah Akan

 

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