Breve storia di una Domenica di Kasava

Ho delle amiche che battono da queste parti, sulla Domiziana. Non ne fanno un caso di Stato, è un lavoro di merda ma la Domenica si deve andare in Chiesa. Queen mi racconta che per togliersi dalla pelle la puzza di un italiano ci vogliono almeno due bagni caldi e mezza bottiglia di olio Baby Jhonson perché con la puzza di un bianco addosso, lei, in una Chiesa Evangelica non ci entra nemmeno con un dito. Poi oggi la incontro nell’autobus e mi fa “hai visto la storia di quei carabinieri?”.
Io le dico “si, certo che l’ho sentita. Passeranno guai grossi se tutto va bene”.
Queen mi guarda e ride, si è messa la parrucca storta, probabilmente oggi alla sua Chiesa avrà ballato e cantato fino a smontarsi le ossa da capo a piedi e mi piace immaginarla mentre danza e si scatena quando, improvvisamente comincia a parlarmi di giustizia divina e roba simile.
Le dico subito “Queen ti prego…ti ho già detto che nella tua Chiesa non ci voglio venire. Io non vado in Chiesa” ma lei con un gesto che non saprei descrivere mi da della stupida mumu girl e mi dice “ascoltami, tu lo sai questi qui come sono fatti. Alcuni sono bravi, si, ma altri sono troppo cattivi. Ho paura di loro, troppa paura. Se sei brutta ti portano subito in Questura ma se sei bella ti portano prima in pineta e poi in Questura, lo sanno tutti. Allora io ogni Domenica prego e prego. Prego Dio che non succede niente, che tutti i carabinieri che prendono le ragazze di notte vanno in galera. Ti ricordi cosa mi ha fatto la polizia qualche anno fa?”. Faccio si con la testa. Come non potrei ricordarlo? Queen non sa piangere quando racconta le sue storie di merda. Sulla fronte ha come un piccolo buchetto, un regalo della polizia durante una delle tante retate contro i clandestini.
Ha la voce ferma la mia Queen, la stessa voce di un pastore esaltato che non vede l’ora di compiere non un miracolo qualunque ma il Miracolo.
È stata molestata dalle forze dell’ordine e come lei centinaia di ragazze che ogni notte, senza uno straccio di documento o permesso di soggiorno sono esposte alla violenza di qualunque essere umano valga piu di 15 euro per 20 minuti. Ma le molestie subite da Queen non sono vere molestie perché le prostitute non sono davvero donne,almeno non sul piano Morale.
A Castel Volturno sono note le libertà che le forze dell’ordine si prendono coi migranti, specie se irregolari. È scientificamente provato che uno schiaffo o un pugno dato a un clandestino abbia una lunghezza sonora ridotta rispetto a quello dato ad un cittadino con regolari documenti di riconoscimento.

È come se il suono di una violenza fatta ad un clandestino non si propagasse nell’ambiente circostante creando quel fenomeno fisico altresì conosciuto come Ingiustizia. E Queen che è bella come una Lady Diana dei negri e, arrogante come solo una venticinquenne di Lagos City può essere, non aveva le carte a posto per fare in modo che la giustizia si propagasse anche nel suo umile spazio vitale.
“Carabiniere…Carabiniere il cazzo! Quei vestiti di polizia non sono i vestiti di Dio. Loro sono solo uomini and me too, I’m a human being capito? God will punish them nawaoo” mi ha detto alla fine.

“Ho pregato e pregato, ho pregato. E prego sempre quando esco sulla strada. Dio ascolta le preghiere delle puttane and this is enough for me, my Babygirl”.

Breve storia di una Domenica di Kasava.

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